Post più popolari

lunedì 25 dicembre 2017

Auguri di pace e serenità ai lettori del blog. Oggi è nato il Salvatore.


"C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’ aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia" (dal Vangelo di Luca).

Auguri a tutti i lettori del blog.



Giorgione, Adorazione dei pastori. XVI secolo.





L'Adorazione dei pastori o anche Natività Allendale è un dipinto a olio su tavola di Giorgione, databile al 1500-1505 circa conservato nella National Gallery of Art a Washington.

giovedì 21 dicembre 2017

Immobiliare. Il preliminare di un immobile abusivo non è annullabile.



E’ valido il contratto preliminare per la compravendita di un immobile parzialmente abusivo ? La Cassazione di recente si è pronunciata in senso affermativo precisando che va considerata la natura meramente obbligatoria del preliminare e che non ricorre l’inadempimento del promittente venditore se il promissario acquirente è a conoscenza della  parziale o totale abusività dell'immobile.
La decisione in commento è della II° sezione della Corte di Cassazione civile, sentenza n. 20707 pubblicata il 4 settembre 2017.
 



La controversia in questione derivava dall’azione giudiziale di una promissaria acquirente di un immobile che dopo la sottoscrizione di un contratto preliminare, accortasi a suo dire che l’immobile era affetto da irregolarità urbanistiche, citava i promittenti venditori chiedendo al Tribunale di dichiarare la nullità del preliminare e, in via subordinata, la risoluzione.

Le parti promittenti venditrici che avevano presentato l’istanza di sanatoria tardivamente eccepivano che la controparte era a conoscenza della seppur parziale abusività dell'immobile e dell’esito negativo della pratica di condono. Inoltre l’attrice immessa nel possesso aveva realizzato opere abusive che avevano determinato il sequestro del bene e l’avvio di un procedimento penale e a completamento degli addebiti non aveva versato la terza rata del prezzo.

Il Tribunale autorizzava il sequestro giudiziario dell'immobile e con sentenza escludeva la nullità del preliminare e dichiarava la risoluzione per inadempimento dell'attrice che proponeva l’appello poi dichiarato inammissibile a causa della mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti di uno dei promittenti venditori che non si era costituito nel giudizio.
Dopo una prima decisione della Suprema Corte che rinviava alla Corte d’Appello la quale però rigettava l’impugnazione, la promittente acquirente adiva nuovamente la Corte di Cassazione che definitivamente respingeva le tesi della difesa della promissaria acquirente.
Per quanto di interesse in merito al quesito iniziale il giudice di legittimità ha rilevato che “non è configurabile la dedotta nullità del preliminare per abusività dell'immobile. Infatti, al contratto preliminare di compravendita di immobili stipulato dopo l'entrata in vigore della legge n. 47 del 1985 non è applicabile la sanzione della nullità, prevista dall'art. 15 della legge n. 10 del 1977, in relazione agli atti giuridici aventi ad oggetto unità edilizie costruite in assenza di concessione, essendo stata detta disposizione interamente sostituita da quelle di cui al capo primo della citata legge n. 47 (Cass., Sez. II, 26 aprile 2017, n. 10297).

La giurisprudenza costante sostiene che la sanzione della nullità prevista dall'art. 40 della legge n. 47 del 1985, con riferimento a vicende negoziali relative ad immobili privi della necessaria concessione edificatoria si applica nei soli contratti con effetti traslativi, quindi al definitivo che concretizza il trasferimento del bene, e non ai contratti con efficacia obbligatoria, quale il preliminare di vendita in quanto “la dichiarazione di regolarità o la produzione della documentazione relative alla regolarità dell'edificazione, all'eventuale concessione in sanatoria o alla domanda di oblazione e ai relativi primi due versamenti, all'atto della stipulazione del definitivo contratto traslativo, ovvero in corso di giudizio e prima della pronunzia della sentenza ex art. 2932 cod. civ., che tiene luogo di tale contratto (Cass., Sez. II, 9 maggio 2016, n. 9318)”.

Non poteva dichiararsi l’inadempimento dei promittenti venditori secondo il giudice di legittimità sia perché la promissaria acquirente era a conoscenza sin dal momento della stipula del preliminare dello stato irregolare del bene, sia perché “detta situazione edilizia non precludeva la possibilità di rogare l'atto definitivo, essendosi di fronte, sotto il profilo della tipologia dell'abuso, ad un vizio di regolarità urbanistica non oltrepassante la soglia della parziale difformità (cfr. Cass. sez. II, 18 settembre 2009, n. 20258)”.

La Corte infine rilevava che il Tribunale aveva valutato in ogni caso il comportamento colpevole prevalente della promissaria acquirente sia per la mancata corresponsione della somma pattuita quale terza rata del prezzo dell'immobile che per la circostanza accertata che l’attrice, avuta la consegna anticipata dell'immobile, aveva fatto eseguire senza autorizzazione amministrativa varie opere di ristrutturazione neppure consentite dai promissari venditori provocando il sequestro penale dell'immobile.
Conclusivamente va detto che la Cassazione ha ribadito la validità del contratto preliminare di compravendita immobiliare stipulato dopo l'entrata in vigore dell’art. 40 della legge n. 47/1985 in quanto la sanzione della nullità prevista si applica solo ai contratti con effetti traslativi restandone esclusi i contratti con efficacia obbligatoria come il preliminare di vendita.

Chiarimenti sul tema della nullità o risoluzione del contratto preliminare di compravendita di immobili:
mail studiolegaledevaleri@hotmail.com

venerdì 8 dicembre 2017

Editoria italiana indipendente. A Roma inaugurata Più Libri PIù Liberi 2017.

Inaugurata a Roma la kermesse nazionale dell'editoria indipendente Più Libri Più Liberi quest'anno nella nuova sede del Roma Convention Center più noto come La Nuvola di Fuksas all'EUR.




Un dato importante che fa piacere conoscere: i piccoli e medi editori continuano a crescere, addirittura più del mercato generale. I primi dieci mesi dell’anno registrano un evidente aumento sia per numero di copie di carta vendute che per fatturato nei canali trade (esclusa la grande distribuzione). E’ questa la maggiore evidenza dall’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) che è stata presentata alla Fiera nazionale della piccola e media editori in programma dal 6 al 10 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
I piccoli editori – intendendo quei marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina sotto i 16 milioni di euro – registrano per il libro di carta andamenti migliori di quelli del mercato generale, confermando perfomance positive sia per fatturato (valore) che per numero di copie (volume).  Il 2017 per il mercato del libro in Italia conferma l’uscita dalla crisi: +1,5% il fatturato, in recupero il dato, – 1%, delle copie vendute: i primi 10 mesi dell’anno evidenziano una crescita del fatturato del +1,5% e un calo delle copie di carta vendute del -1% secondo i dati di Nielsen per AIE, previsto in recupero sul Natale. Se si toglie però la grande distribuzione organizzata in cui i piccoli e medi editori sono poco presenti, i dati cambiano molto: +2,9% il valore complessivo del mercato del libro di carta e +0,5% il dato delle copie vendute. E’ proprio questo canale quello più in sofferenza per la vendita dei libri, tanto da influenzare (come dimostrano i dati) i risultati complessivi di tutto il mercato.
Un'occasione da non perdere la visita alla fiera dell'editoria italiana di Roma soprattutto per acquistare un libro e partecipare alle tante occasioni di crescita culturale dei vari incontri con gli scrittori che presentano i loro libri nelle sale del centro congressi di viale Cristoforo Colombo facilmente raggiungibile scendendo dalla metro B Eur Fermi.

sabato 2 dicembre 2017

Maker Faire Rome 2017 is on the run. Tutti alla Fiera di Roma.

Inaugurata ieri Maker Faire 2017 The european edition, la grande fiera dell'innovazione a Roma.






Alla Maker Faire 2017, in corso alla Fiera di Roma, si è svolta ieri la conferenza di apertura con l'intervento di innovatori da tutti i continenti. 
Molte le startup nei pavillons con i giovani makers da incontrare agli stand, un'occasione di scambio di innovazione e manifestazione di volontà e capacità intellettuale... giovanile italiana. 
Insomma questa è l'Italia che ci piace perchè cresce e dà buon segno in the world nonostante tutto il resto. 
Have a good job italian makers ! 

Oggi e domani apertura la pubblico in orario 9.00 - 19.00. Area kids per i ragazzi dai 4 anni quindi da non perdere per tutta la famiglia.

De Valeri Law Firm based in Rome Company, PMI & startup Area support the makers & startup

info: studiolegaledevaleri@hotmail.com

giovedì 9 novembre 2017

Contributi per il Cinema. Al via la terza edizione di Lazio Cinema International.

Presentato questa mattina alla Regione Lazio il bando LAZIO CINEMA INTERNATIONAL giunto alla terza edizione, a sostegno degli investimenti per la realizzazione di opere nel settore audiovisivo in compartecipazione tra industrie del Lazio ed estere mediante contributi a fondo perduto. 
Per le PMI richiedenti come muoversi in caso di giudizio di NON AMMISSIBILITA' dei progetti ?

L'avviso pubblico prevede che per i progetti ritenuti non ammissibili, il responsabile del procedimento, seguendo la procedura della Legge 241/90, comunicherà ai richiedenti i motivi di esclusione e questi avranno 10 giorni dalla comunicazione per presentare per iscritto le loro osservazioni corredate da eventuali documenti, successivamente Lazio Innova prenderà la decisione finale quanto all'ammissione al beneficio. 





Ad ogni modo i richiedenti, i cui progetti non siano stati ammessi all’agevolazione con provvedimento regionale, potranno proporre entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di esclusione sul Bollettino della Regione Lazio, il ricorso al TAR Lazio o in alternativa entro 120 giorni il ricorso straordinario al presidente della Repubblica, deciso dal Consiglio di Stato.

Le domande saranno visibili su Gecoweb dal 16 novembre.
Due fonestre temporali per partecipare: la prima finestra si aprirà il 16 gennaio 2018, la seconda dal 4 luglio 2018.
Attenzione alla tempistica di richiesta: la procedura di ammissione è a sportello per cui a parità di valutazione viene favorito chi avrà per primo inviato la PEC di richiesta.

Info giuridiche sulle prescrizioni del bando e ricorsi amministrativi mail
studiolegaledevaleri@hotmail.com

Buona fortuna a tutti i richiedenti e attenzione alle prescrizioni dell'avviso pubblico.


giovedì 27 luglio 2017

Scuola. Graduatorie docenti 2017-2020. Dieci giorni per il reclamo alla scuola, poi ricorso al Giudice del Lavoro.

Alla ribalta in queste ore nel settore SCUOLA i risultati delle graduatorie di istituto per migliaia di docenti interessati. ll Ministero aveva disposto anche la possibilità di presentare in modalità cartacea il modello B per la scelta delle sedi, relativamente alle graduatorie di istituto di I e II fascia del personale docente ed educativo per il triennio 2017-2020.

Con il D.M. n. 374 del 1 giugno 2017 è stato regolato l'aggiornamento II e III fascia delle Graduatorie di circolo e di istituto personale docente ed educativo per il triennio scolastico 2017/20.





Il Ministero dell'Istruzione a viale Trastevere



Il modello B poteva essere presentato in modalità telematica sino alle ore 20,00 del 26 luglio 2017.
Superato il predetto termine, gli aspiranti che non siano riusciti a presentare il modello B tramite Istanze OnLine, per cause non imputabili agli stessi, potranno inviarlo in modalità cartacea all'istituto capofila, che lo inserirà nel portale dei servizi SIDI.


Cosa fare se il docente rileva la presenza di errori nell'assegnazione dei punteggi o nella scelta della scuola ?
L'art. 10 del D.M. 374/2017 dispone:

"1.I dirigenti scolastici pubblicano, in via provvisoria, le graduatorie di circolo e di istituto di seconda e di terza fascia.
2. Avverso le graduatorie provvisorie di seconda e terza fascia è ammesso reclamo - secondo le
disposizioni e nei termini di cui all'articolo 5, comma 9, del Regolamento ("Avverso le graduatorie
di circolo e di istituto è ammesso reclamo alla scuola che ha provveduto alla valutazione della
domanda entro il termine di 10 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria all 'albo della
scuola e la scuola deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di 15 giorni, decorso il quale la
graduatoria diviene definitiva. 
La graduatoria diviene. altresì, definitiva a seguito della decisione sul reclamo "), che deve essere presentato, per tutte le graduatorie in cui l'aspirante ha presentato domanda, esclusivamente al dirigente scolastico gestore della domanda medesima secondo quanto previsto al precedente articolo 8. La pubblicazione delle graduatorie, in ciascuna provincia, dovrà avvenire contestualmente. 
A tal fine, il competente Ufficio territoriale, previa verifica del completamento delle operazioni, fisserà un termine unico per tutte le istituzioni scolastiche.
3. Scaduti i termini per la presentazione e la decisione sui reclami, le graduatorie assumono carattere definitivo e avverso le graduatorie medesime è esperibile impugnativa innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice di lavoro, ai sensi e per gli effetti dell'art.63 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165 ( n.d.r. 
Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).
4. Avverso la stipula dell'atto contrattuale di assunzione, i relativi reclami vanno rivolti al dirigente
scolastico, nella cui istituzione si verifica la fattispecie contestata. Anche avverso la decisione del
dirigente scolastico in merito al reclamo è previsto ricorso al giudice ordinario
ai sensi dell'art.63 e
seguenti del decreto legislativo 30.3.2001, n.165, eventualmente previo esperimento delle procedure
di conciliazione e arbitrato previste dall' art.130 e seguenti del vigente Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro".


Nel termine di 10 giorni dalla pubblicazione della graduatoria i docenti che ritengono di essere stati penalizzati ingiustamente dovranno presentare il reclamo alla scuola che ha provveduto alla valutazione.
Poi, scaduti i termini per la presentazione e la decisione sui reclami, le graduatorie assumono carattere definitivo, tuttavia avverso le graduatorie medesime il docente potrà presentare con l'ausilio di un avvocato il RICORSO al TRIBUNALE, in funzione di GIUDICE del LAVORO, come da giurisdizione ex art.63 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165.

Info D.M. 374/2017, reclamo alla scuola e ricorsi al Tribunale:

studiolegaledevaleri@hotmail.com

mercoledì 14 giugno 2017

Diritto del lavoro. Concorrenza sleale e licenziamento disciplinare del manager.

Una recente sentenza della sezione lavoro della Cassazione, n. 13922 pubblicata il 5 giugno 2017,  è nuovamente intervenuta in materia di concorrenza sleale tra aziende del medesimo settore e legittimità della sanzione disciplinare erogata all'ex dipendente, un quadro, licenziato per un comportamento connesso all'attività lavorativa.

L'art. 2598 del codice civile, punti 2 e 3, definisce come noto le condotte rilevanti per configurare gli atti di concorrenza sleale ascrivendole a chi " (...) diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull' attivita' di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell'impresa di un concorrente; si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l'altrui azienda.

Nel caso in esame un manager aveva impugnato il licenziamento derivante dal fatto di aver diffuso notizie diffamatorie e lesive dell'immagine di una società concorrente, evento di cui aveva dovuto rispondere civilmente il proprio datore di lavoro che poi lo aveva licenziato adducendo motivi disciplinari.




Il Tribunale di Ancona aveva accolto il ricorso mentre la Corte di Appello aveva capovolto l'esito a seguito di impugnazione dell'ex datore di lavoro che aveva ottenuto la declaratoria di legittimità del licenziamento disciplinare.
In cosa consistevano le contestazioni disciplinari comminate dal datore di lavoro ?

L'ex dipendente aveva divulgato presso i clienti della società concorrente il contenuto di una mail riservata inviatagli dal direttore commerciale che spiegava una strategia commerciale finalizzata ad accrescere la clientela.
Il comportamento del lavoratore poi licenziato secondo il collegio marchigiano era contrario alle regole della correttezza commerciale e pregiudizievole della immagine del datore di lavoro e da questo si configurava una evidente lesione del vincolo fiduciario pur non rientrando nelle condotte sanzionabili con il licenziamento in base al CCNL applicabile la cui elencazione aveva carattere esemplificativo.
Il lavoratore pertanto ricorreva alla Cassazione, resisteva l'ex datore di lavoro.
Secondo la difesa del lavoratore con una prima contestazione era stata addebitata la diffusione non autorizzata di notizie tratte dal sito internet di un COBAS e non la divulgazione di una mail aziendale riservata poi confermata da una seconda contestazione, che seguiva alle giustificazioni riguardo alla mail ricevuta dal direttore commerciale.
Con un secondo motivo il lavoratore rilevava che la valorizzazione di una condotta del dipendente diversa da quella contestata nella sede disciplinare costituiva violazione del principio per cui la contestazione degli addebiti non è modificabile successivamente.
Nel respingere il ricorso la Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva ritenuto che la contestazione disciplinare si basava sulla trasmissione non autorizzata a svariati clienti della società concorrente di comunicazioni interne riservate che potevano concretamente ledere l'immagine commerciale della ditta concorrente.
Si configuravano atti di concorrenza sleale concretizzati dal lavoratore di cui l'azienda era stata chiamata a rispondere dalla concorrente.
Quanto alle lettere di addebito e alla presunta modifica degli addebiti la Corte di merito correttamente aveva interpretato la prima lettera di addebito, la seconda aveva gli stessi contenuti, in senso conforme alle difese sulla giusta causa del licenziamento svolte in giudizio dal datore di lavoro.
Quanto alla presunta mancanza di proporzionalità della sanzione e la mancata previsione della condotta ascritta al lavoratore tra le mancanze che giustificavano il licenziamento ai sensi dell'art. 32 del CCNL trasporti veniva rimarcato dalla difesa del lavoratore che l'articolo 32 stabiliva che in ogni caso le sanzioni dovevano essere applicate per analogia di gravità rispetto ai casi previsti.
Il fatto sanzionato, sempre secondo la difesa del lavoratore, non era assimilabile per analogia di gravità ad alcuna delle mancanze che davano luogo al licenziamento ma unicamente alle ipotesi punibili con la sanzione conservativa della sospensione dal servizio.
Anche questo motivo veniva giudicato infondato.
Secondo il giudice di legittimità "non vi era, invece, la esigenza di una specifica motivazione in ordine alla analogia di gravità della condotta rispetto alle fattispecie punibili con sanzione conservativa a tenore del contratto collettivo, avendo la sentenza già stigmatizzato la rilevante gravità della condotta e la sua idoneità a ledere il rapporto fiduciario con il datore di lavoro".




Il giudice di secondo grado aveva osservato che le ipotesi di mancanze previste dal contratto collettivo come giustificanti il licenziamento rivestono carattere esemplificativo.
L'articolo 32, infatti, elenca al paragrafo B le sanzioni conservative e le mancanze che danno luogo rispettivamente al rimprovero, alla multa ed alla sospensione e “ nei casi non elencati le sanzioni saranno applicate riferendosi per analogia di gravità a quelli elencati”.
Tale previsione non è riferibile al licenziamento disciplinare, la cui disciplina è contenuta in un separato e successivo paragrafo (paragrafo C) ma alla sola graduazione delle sanzioni conservative.
Le stesse parti collettive danno atto che la elencazione delle mancanze che danno luogo a licenziamento disciplinare è compiuta soltanto “a titolo semplificativo e non esaustivo” mentre la applicazione per analogia della disciplina delle sanzioni ai casi non esaminati ha quale presupposto una pretesa di esaustività della disciplina collettiva.
L'applicazione analogica della disciplina contrattuale delle sanzioni, rileva la Corte, trova il suo limite nella ipotesi in cui sia configurabile una giusta causa di licenziamento ex art. 2119 del codice civile.

Quanto infine alla presunta violazione dell'art. 2106 del codice civile "sanzioni disciplinari" il giudice del reclamo aveva correttamente valutato l'esistenza di una giusta causa del licenziamento derivante dall'ampia divulgazione presso la clientela della impresa concorrente, al fine di sviarne illegittimamente la clientela, di notizie e valutazioni riservate apprese per ragioni di servizio.
La Corte di merito aveva dato giusto rilievo sia alla gravità dell' inadempimento e la responsabilità risarcitoria derivata per il datore di lavoro, che al grado della colpa del lavoratore che godeva di elevate competenze professionali con le mansioni di quadro.

Il ricorso è stato respinto e confermata la legittimità del licenziamento del manager.

Info diritto del lavoro e licenziamenti: studiolegaledevaleri@hotmail.com